Basilicata al voto domani. Una scelta di testa

Votare è un dovere importante a cui non si dovrebbe derogare

Domani la Basilicata va al voto. Un voto importante che rappresenterà il futuro della nostra regione. L’auspicio è prima di tutto che il popolo vada alle urne numeroso perché trattasi non solo di un nostro diritto esprimere un giudizio ma un nostro dovere delegare qualcuno che ci rappresenti nelle istituzioni. La Regione, del resto, è la massima propagazione territoriale le cui politiche ricadono e segnano le linee di sviluppo delineando il prossimo futuro. Una responsabilità enorme di cui dobbiamo essere consapevoli.

Avvertire invece nell’aria questa sorta di disfattismo, nel non voler decidere, nel rifiutarsi di scegliere, nel non trovare nessuno che ci rappresenti o perfino nel “provare” qualcuno perché tanto gli altri han fatto male è tristissimo. Una cartina tornasole di una società svuotata di contenuti che non solo produce spesso una politica di basso profilo ma che in realtà ha anche molti elettori di basso profilo. Elettori che preferiscono ascoltare la pancia, le sensazioni, gli umori invece che la testa, il pensiero, il ragionamento, i valori. Un società fast friggi e mangia. Una società che viaggia a forza di slogan, di fake news, di screenshot.

Ognuno senza tempo, neanche per un abbraccio a chi si vuol bene, figurarsi poi se si ha il tempo di pensare ad una scelta ponderata. La voglia spasmodica di scegliere candidati presidenti della società civile spesso è fallimentare. Non si guarda alla competenza ma alle probabilità di successo o a ripieghi per tenere tutti contenti. Queste elezioni appaiono infatti al ribasso nella scelta dei candidati presidenti, uno di loro, Bardi ndr, ha perfino dichiarato che sulla questione petrolio deve ancora approfondire il tema.. e quando? Su che base dovremmo sceglierlo visto che il petrolio è argomento principale in Basilicata?

Io penso che siano due le strade per noi elettori: una è quella della scelta. Si sceglie il candidato più convincente, quello che sappiamo essere competente e di un livello culturale sufficiente a rappresentarci in un consesso regionale. Oggi il voto è legato alla persona, non può essere altrimenti in un mondo in cui troppo frettolosamente furono cancellati i partiti veri. La politica è fatta dalle persone che manderemo in consiglio regionale non dagli slogan o dai capi nazionali che oggi sono presentissimi e domani si dimenticheranno di noi. La seconda strada, invece, è quella di scegliere di mettersi in gioco, di scendere in campo se chi ci sta nel parterre non ci convince. Parlare tanto per parlare non serve a nulla, è solo disfattismo. Domani andate al voto riflettendo fino in fondo.

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