Comunali a Potenza: inevitabili porte girevoli per tutti

Difficile interpretare il momento politico della città, presto altri candidati a Sindaco

In questo momento è difficile e sbagliato fare prosopopee sull’origine politica di ognuno. Discutere se quello era di centrodestra o quell’altro era di centrosinistra e poi hanno cambiato. Questa, ahinoi, è la politica di oggi. Pochi contenitori stabili e una politica liquida di vasi comunicanti. Una cartina tornasole di una società che ha la sindrome del fast, del qualunquismo e della percezione modaiola in ogni settore. Ai politici o a chi vuol fare politica non resta che adeguarsi.

Del resto il vero cambiamento dovrebbe venire dal basso, quello dall’alto non è mai durevole. Le prossime comunali del capoluogo, in programma il 26 maggio, si aprono alle candidature a primo cittadino. Ad oggi sono soltanto due i candidati ufficiali. Entro due settimane saranno probabilmente cinque. Mario Guarente è stato presentato dal centrodestra. Sarà appoggiato da Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia, lista Idea e lista Civica per la città. A lui, ex alfiere di Franco Mollica, si contrappone Valerio Tramutoli, dopo l’esperienza alle regionali. Uomo ed intellettuale di sinistra che con “la Basilicata Possibile” che si declinerà in “la Potenza Possibile” proverà a scompaginare le carte.

I giochi non finiscono qui. Se per Guarente, candidato scelto dalla Lega, le liste di appoggio dovrebbero restare le cinque indicate, per Tramutoli ci potrebbero essere novità. Una parte del centrosinistra potrebbe decidere di convergere sul professore se non dovesse trovare altre soluzioni credibili autonome o centriste. In questo panorama ci saranno anche il candidato pentastellato e il sindaco uscente Dario De Luca che dopo aver dichiarato urbi et orbi di non volersi più candidare riappare all’improvviso con alcune liste civiche. Liste che non definiremmo di centro come collocazione politica ma piuttosto di centro come collocazione geografica in quanto non tutti i componenti sono dei moderati e i colori sono tra i più disparati.

L’aiuto a comporre le liste per De Luca arriva infatti dall’ex Margherita, ex Pd, ed assessore uscente Roberto Falotico, dall’assessore uscente Vergari, ex uomo del forzista Vincenzo Taddei, dal suo alfiere fidato, ex assessore all’ambiente, Rocco Coviello, ex An ed ex Fratelli d’Italia. A ciò si aggiungono diversi consiglieri come Nardiello e gli assessori uscenti Pergola e Potenza. Insomma socialisti, Popolari Uniti etc etc. Senza contare che De Luca, tra l’altro, dovrebbe essere sostenuto anche da Speranza e suoi di LeU.

Infine, dulcis in fundo, la discesa in campo di Salvatore Caiata con una sua lista a sostegno del prodigo Dario grazie ai meravigliosi uffici del Richelieu Coviello. Insomma un movimento civico variegato al seguito dell’ingegnere non più prestato alla politica ma politico vero e proprio e fine stratega per alcuni o terribile voltafaccia per altri. Di contro il Pd che come alle regionali resta con il cerino in mano nell’attesa di sciogliere mille e uno dubbi tra i rivoli delle decine di correnti interne.

La realtà è che manca una personalità autorevole al suo interno che imponga una linea. E’ una nave senza capitano che sta affondando, dove ognuno pensa a salvare se stesso. La probabile scelta potrebbe essere un candidato alla Carlo Trerotola (senza nulla togliere al bravo farmacista). Un candidato debole che spaccherà il partito e che inevitabilmente rafforzerà il sacerdotale De Luca con una eventuale fuga di tanti ex consiglieri su quella barca.

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