La Pasqua, il significato letterale e spirituale

Simboli e tradizioni culturali di questa festività

La Pasqua è una festa dal profondo significato e dalla complessa simbologia. Una festa importante che porta turisti anche in Basilicata, soprattutto a Matera più che, ahinoi, a Potenza. Una festa che oltre ai risvolti economici e commerciali ha un profondo significato. Il significato della Pasqua è certamente spirituale, ma questa festa ha una tradizione così antica che il suo significato cambia anche in base all’area culturale di riferimento. Pasqua è una festa trasversale condivisa da diverse culture e religioni e rappresenta da sempre un momento cardine nella vita sociale delle comunità. Il motivo è presto detto: la Pasqua coincide con l’inizio della primavera e quindi della rinascita per eccellenza.

Nelle antiche religioni pagane c’era sempre una festa (o anche più d’una) che coincideva con l’arrivo della stagione primaverile: nella cultura greca pre-cristiana ad esempio la vittoria sulle tenebre era rappresentata dalla dea Persefone che tornava alla luce del giorno dall’Ade; per i romani c’era la festa del Navigium Isidis, che cadeva il 5 marzo e che celebrava appunto il ritorno della primavera e la ripresa delle navigazioni;  dal 15 marzo cominciava il ciclo della morte e della resurrezione di Attis, figlia di Cibele (divinità frigie della vegetazione) e dal 22 al 27 marzo le Hilaria festeggiavano appunto la rinascita di Attis e la sua vittoria sulle tenebre.

Per comprendere invece il significato letterale della Pasqua, dobbiamo scoprire le radici di questa festività religiosa. La parola “Pasqua” deriva dall’aramaico “pasha” che ritroviamo nel termine “pascha” della tradizione greca e latina e nella versione ebraica di “pesah”. Ci sono essenzialmente due scuole diverse riguardo il significato letterale della Pasqua. “Passare oltre” è il significato che avrete certamente sentito attribuire alla Pasqua con maggiore frequenza. L’idea del passaggio rimanderebbe per la tradizione ebraica all’attraversamento del deserto per giungere alla Terra Promessa, mentre nella tradizione cristiana il riferimento sarebbe alla Resurrezione del Cristo. “Passione” è invece il significato che si basa sull’idea che il termine Pasqua derivi dal verbo greco πάσχειν (paschein) che vuol dire “soffrire”. Al centro del significato letterale della parola ci sarebbe quindi la Passione di Cristo e il simbolo dell’agnello.

Il vero significato della Pasqua, quello profondo, è quello legato al concetto di rinascita spirituale. La figura intorno a cui tutto ruota è il Cristo e la sua esperienza di morte e resurrezione. Per i credenti, è bene specificarlo, la Resurrezione non è metaforica, ma fisica: Cristo è davvero tornato dal mondo dei morti con il suo corpo umano. La rinascita così come la si vive a Pasqua non può che arrivare dopo un periodo penitenziale, la Quaresima. I 40 giorni che precedono la domenica di Pasqua infatti sono un momento di riflessione, di fioretti e di astinenza per prepararsi ad accogliere il miracolo della Resurrezione.

I simboli della Pasqua. Le colombe, le uova, gli agnelli, cosa possono mai centrare con il significato della Pasqua e con tutte le sue varie declinazioni culturali/religiose? Nonostante la Pasqua sia per noi una festa religiosa cristiana, i simboli tradizionali si ricollegano anche alle celebrazioni di rinascita pagane ed ebraiche. Le uova sono sempre state emblema della nascita, perché rappresentano in qualche modo una nuova vita. Gli antichi Egizi avevano consacrato l’uovo alla dea Iside e rappresentavano il dio Ptah, creatore dell’uomo, intento a forgiare un uovo. I Persiani usavano scambiarsi uova colorate come augurio durante alcune cerimonie religiose.

L’agnello, deriva dalla Pesach e per traslazione sempre dalla cultura cristiana: nel libro dell’Esodo, nell’Antico Testamento, si narra che Dio annunciò al popolo di Israele schiavo d’Egitto, che lo avrebbe liberato; nel farlo avrebbe colpito a morte ogni primogenito egizio, risparmiando tuttavia gli Ebrei. Per questo Dio ordinò al popolo di Israele di sacrificare degli agnelli e di marcare gli stipiti delle loro porte con loro sangue: “Io vedrò il sangue e passerò oltre, colpirò invece con il mio castigo l’intero Egitto e non voi”.

La colomba è invece il simbolo dello Spirito Santo, simbolo di pace, come il ramo d’ulivo, e simbolo di salvezza. L’origine infatti è nell’episodio biblico del diluvio, quando Dio inviò a Noé una colomba con un ramoscello di ulivo per fargli capire che aveva finalmente trovato la terra. Il cero di Pasqua è simbolo della Resurrezione, è uno dei simboli più forti della Pasqua perché rappresenta il Cristo risorto che è il vero cuore di questa festività. Il coniglio di Pasqua sarebbe un richiamo in realtà alla lepre, animale con cui talvolta ci si riferisce al cristo.

La data. Come tutti sappiamo la Pasqua è una festa mobile. Questo significa che la data non è fissa, solo il giorno lo è, ovvero Pasqua cade sempre di domenica. La Pasqua cattolica e la Pasqua ortodossa non cadono nella stessa data, perché le due chiese seguono due calendari diversi, la prima il gregoriano e la seconda il calendario giuliano. Tenendo a mente questo principio, possiamo calcolare la Pasqua cattolica prendendo come punto di partenza l’Equinozio di Primavera, convenzionalmente fissato al 21 marzo, quindi non ci resta che consultare il calendario delle fasi lunari: Pasqua è la prima domenica dopo la prima luna piena che segue l’equinozio di primavera.

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