La geografia dei NUTS

Benvenuti al quinto appuntamento della rubrica Voci dall’Esperto dove avremo modo di completare e approfondire il discorso dei NUTS  – le unità territoriali statistiche europee – e contestualizzarli meglio sul territorio dell’Unione Europea.

Le unità territoriali statistiche definite dall’Eurostat non corrispondono sempre a delle unità amministrative dei Paesi dell’Unione. In questi ultimi casi, le unità territoriali europee sono associabili a macro-regioni definite in base a criteri economici, a divisioni di natura geografica o circoscrizioni elettorali. Ecco, qui di seguito, una presentazione delle tre categorie di unità statistiche :

NUTS 1

All’interno dell’Unione Europea , territori con una popolazione compresa tra 7 e 3 milioni – identificabili come NUTS di livello 1 –  sarebbero direttamente associabili ai lander tedeschi o alle regioni del Belgio . Il discorso non vale per l’Italia, per esempio, dove non esistono delle entità amministrative presentanti le caratteristiche dei NUTS di primo livello. Ecco quindi che presentiamo una contestualizzazione non-amministrativa, utile a soli fini statistici, di questa dimensione nel nostro Paese, identificando 5 unità macro-regionali (le macroregioni economiche italiane): Nord-Ovest, Nord-Est, Centro, Sud e Isole. I 5 NUTS di primo livello italiani, corrispondono anche alle circoscrizioni elettorali del Parlamento Europeo.

NUTS 2

Alle unità statistiche di secondo livello – con popolazione compresa  tra 3 milioni e 800.000 unità –  corrispondono invece le nostre regioni, le comunità autonome spagnole o i lander austriaci. In riferimento alle nostre regioni, la popolazione media è leggermente superiore ai valori suddetti  definiti dall’Eurostat, aggirandosi attorno ai 3 mln e 33 mila abitanti. Ovviamente parliamo di valori medi, fondamentali per assicurarci una visione d’insieme. Infatti, se prendiamo in considerazione regioni come Lombardia e Sicilia, per numero di abitanti potrebbero essere associate piuttosto a NUTS di primo livello , avendo una popolazione ben superiore ai 3 mln ; al contrario, regioni come Basilicata e Molise che che non raggiungono i 600.000 abitanti, potrebbero essere associate a unità statistiche di terzo livello. In Italia identifichiamo 21 NUTS di secondo livello: 19 regioni + 2 province autonome (Trento e Bolzano).

NUTS 3

Ai NUTS di terzo livello – popolazione compresa tra le 800.000 e le 150.000 unità – corrispondono le province italiane, così come i dipartimenti  francesi (Les départements), le contee croate o le Nomoi in Grecia. In Italia, dunque, ne individuiamo 110.


Commissione Europea – Cartina geografica UE: NUTS 2

Commissione Europea – Cartina geografica UE: NUTS 2

Se diamo un’occhiata alla cartina geografica e ci soffermiamo sulla divisione del territorio europeo in NUTS 2, osserviamo che sul territorio comunitario queste unità territoriali  hanno un’estensione differente. Osserviamo, ad esempio, Spagna e Germania. Questo a dimostrazione del fatto che la distribuzione della popolazione sui territori nazionali è molto eterogenea e talvolta per i Paesi più piccoli, coincide con l’intera estensione nazionale: è il caso di Malta, Lussemburgo e dei Paesi baltici la cui popolazione non supera i 3 milioni.

La nomenclatura che ci interessa maggiormente è quella di secondo livello. L’Unione Europea infatti, per la gestione e attribuzione dei suoi 2 fondi principali – che ricordiamo essere il FESR e il FSE –  si attiene alle regioni definite come unità territoriali di secondo livello (le nostre regioni per intenderci). L’elenco delle regioni ammesse a beneficiare e gestire i finanziamenti europei è definita da un regolamento europeo aggiornato costantemente in seguito a riforme amministrative nazionali. Inoltre, l’attribuzione di questi fondi è legittimata da documenti ufficiali della CE come la decisione di esecuzione.


Decisione di esecuzione della Commissione Europea: C(2014)974 – 18/02/2014

Decisione di esecuzione della Commissione Europea: C(2014)974 – 18/02/2014

Sperando che il quadro delle regioni europee sia ora più chiaro, vi rinnovo l’appuntamento al prossimo episodio nel quale parleremo di indicatori economici, che si applicano a queste regioni, per definirne il livello di ricchezza e sviluppo, e il conseguente diritto a beneficiare di una quota più o meno elevata di fondi. A presto

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